Questo volto è visto da davanti o di profilo? La foto fa impazzire Fb, ecco la spiegazione

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Un’immagine geniale che mette in mostra quanto sia determinante la prospettiva dalla quale si guardano le cose, quanto sia semplice ingannare il nostro cervello e quanto siamo condizionati dai nostri pregiudizi.

Nelle ultime ore tantissimi utenti dei social network sono rimasti affascinati da questo volto che sembra contemporaneamente essere ritratto frontalmente e di profilo. Com’è possibile? Come può una stessa immagine rappresentare contemporaneamente due punti di vista del tutto differenti?

il volto davanti e di profilo

Per capirlo bisogna guardare attentamente la foto, analizzarla punto per punto, e avere una vaga idea di come il cervello umano interpreti la realtà.

LA FOTO Analizzando la foto si capisce che si tratta di un collage di due immagini sapientemente unite e combinate tra loro. La parte superiore del volto, fronte, occhio ed orecchio, è parte di una foto frontale; mentre la parte inferiore (naso, bocca, mento e collo) è parte di una foto di profilo. Se avete dei dubbi, provate a coprire con la mano una delle due parti, così da osservare soltanto una parte per volta, e ve ne renderete conto.

IL CERVELLO Resta ora da capire come mai tutti noi in un primo momento siamo convinti di osservare una normale foto scattata frontalmente e subito dopo abbiamo invece l’impressione che l’intera foto sia di profilo (o viceversa), con le sensazioni che continuano ad alternarsi. Il motivo è un po’ complesso ma lo spiegheremo in modo semplificato: per riuscire ad interpretare la realtà, fatta da milioni di diverse cose, stimoli e oggetti che ci circondano, evitando di rimanere bloccato su cose irrilevanti, il cervello umano attua degli automatismi.

Cosa significa? Significa ad esempio che automaticamente, senza che voi ve ne rendiate conto, il vostro cervello decide cosa è rilevante nell’ambiente in cui vi trovate e sia quindi da sottoporre alla vostra attenzione e cosa invece sia superfluo e non vada preso in considerazione. [Esempio: quando siete in un prato, non notate tutti i fili di erba che vengono mossi dal vento (anche se i vostri occhi li guardano, voi non ci fate caso) mentre reagite in una frazione di secondo, praticamente involontariamente, non appena dall’erba scorgete un serpente]

VEDIAMO CIO’ CHE CONOSCIAMO Tra quelli che per semplicità abbiamo chiamato “automatismi del cervello” ce n’è uno di fondamentale importanza, che consiste nell’interpretare le cose che vediamo secondo degli schemi mentali. In sostanza, vediamo ciò che conosciamo ed usiamo – inconsapevolmente – questi schemi anche per “completare” ciò che è incompleto. Ecco un’esempio che consente di comprendere questo meccanismo. Guardate l’immagine qui sotto:

Triangoli

E’ molto probabile che in questa immagine voi vediate due triangoli al centro. In realtà ci sono soltanto 6 figure nere, 3 per ogni tipo, e niente più. Il triangolo è soltanto nel vostro cervello: è una forma che conoscete (che fa parte dei vostri schemi mentali) e che quindi tendete ad individuare anche se c’è soltanto un piccolo indizio della sua presenza.

Tutto chiaro? Allora adesso sapete come mai quando guardiamo la foto del volto focalizzandoci in alto, siamo convinti che l’intera foto sia frontale e quando guardiamo la parte inferiore della stessa immagine siamo invece convinti che l’intera foto sia di profilo. E’ per via del “completamento automatico” operato dal nostro cervello.

Ecco un’altra foto del tutto simile a quella che sta spopolando in questi giorni su Facebook:

il volto bianco davanti e di profiloLA MORALE Volendo abbozzare un pensiero, da questo genere di immagini si può trarre una morale che può apparire un po’ infelice, ed è questa: viviamo e interpretiamo la realtà attraverso i nostri pregiudizi. Perché gli schemi mentali che il cervello usa per interpretare la realtà non sono altro che pregiudizi, cioè categorie in cui finisce tutto ciò che vediamo, un istante dopo averlo visto.

Non è il caso di deprimersi per questo; è vero che non possiamo fare a meno dei pregiudizi, ma possiamo limitare gli effetti collaterali negativi aumentando le nostre “categorie mentali”. Più si conosce, più si ha cultura, più i pregiudizi diventano precisi e quindi meno “nocivi”.

La curiosità vi salverà dai vostri stessi pregiudizi.

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