La Cancellieri puzza? Sarà un tribunale a stabilirlo

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Quando c’è di mezzo Vittorio Sgarbi può succedere di tutto. Questa volta è accaduto che il noto critico d’arte, ospite mercoledì 25 febbraio a Le invasioni barbariche, abbia detto: “…quell’altra puzzona della Cancellieri, tecnicamente parlando”. A queste parole Bignardi l’ha ripreso: “Attenzione”;
Sgarbi: “Mi ha già querelato”;
Bignardi: “Ma poi magari querela anche me perché l’hai detto qui, quindi io mi dissocio”;
Sgarbi: “Sì sì anche io, mi dissocio da me stesso”.

La denuncia dell’ex ministro degli Interni è puntualmente arrivata. Sgarbi lo ha detto due giorni dopo a La Zanzara. Ma la cosa pazzesca è la linea difensiva annunciata nella trasmissione telefonica dal critico d’arte. Per rispondere della querela della Cancellieri, Sgarbi ha infatti spiegato di aver nominato “un esperto olfattivo” e di aver chiesto un incidente probatorio così da permettere alle parti di verificare se Cancellieri puzzi effettivamente oppure no.

Praticamente il tribunale dovrà stabilire se l’ex ministro degli Interni puzza davvero (nel qual caso Sgarbi sarebbe assolto) o se viceversa il critico d’arte, affermando il falso, ha commesso diffamazione.

1 commento

  1. Falso o vero non serve alla causa. Per la diffamazione occorre verificare se c’è del nocumento. Se si dice “arbitro cornuto” non si va a verificare se la moglie del diffamato gli è stata fedele ma se il pubblico ludibrio ha nuociuto alla sua persona.

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