Kuman Thong: bambini morti portafortuna

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Nel 2012 un uomo britannico è stato arrestato dopo essere stato trovato con quello che era forse uno dei reperti più macabri che chiunque in uniforme avesse mai visto. Era in possesso di sei feti umani che aveva comprato in Thailandia. Aveva acquistato i feti a Taiwan con la speranza di venderli in Inghilterra ad un prezzo molto più alto.

Il prezzo elevato di questi feti è dovuta al culto thailandese della divinità Kuman che significa “bambino d’oro”, sono dei ciondoli feticci che si pensa contengano lo spirito di un bambino, che possa proteggere la casa dal male e portare fortuna negli affari.

Alcuni dei più antichi manoscritti descrivono la procedura per la creazione di uno di questi totem. Coinvolge rituali che devono essere eseguiti in un cimitero prima dell’alba e terminano con la placcatura in oro di un feto di un bimbo morto nel grembo della sua madre. (Il ciondolo kuman nella foto sopra non è reale.)

La storia narra di Khun Phaen che nel 1800 sposa la figlia di uno stregone. Khun Phaen e lo stregone hanno un diverbio, e viene a sapere che la moglie incinta ha preso la parti del padre e ha intenzione di avvelenare il bimbo. Sopraffatto dalla rabbia, taglia il grembo di sua moglie e le strappa il bambino, lo arrostisce sul fuoco del tempio, mai poi scopre che può parlare con lo spirito del bambino.

Oggi la maggior parte dei ciondoli Kuman sono bambini in legno, ma anche loro hanno un lato oscuro. Poiché il ciondolo Kuman si basa sul potere della violenza, il legno preferito per scolpirli è quello proveniente da un tempio buddista demolito.

Pur meno frequenti, ma esistono: sono quelli realizzati da bambini reali. Nel 2010, un monastero buddista è risultato essere in possesso di 348 feti provenienti da cliniche abortiste. Non si sa se pregassero per le loro anime o volessero arrostirli e placcarli in oro.

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