5 incredibili casi di persone che hanno simulato il loro rapimento

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Tutti noi forse abbiamo sognato di sparire per un periodo, lontano da stress, lavoro e dalla vita di tutti i giorni. Anche se lo abbiamo pensato, di sicuro non abbiamo agito come le persone di questa lista, che non solo sono spariti ma hanno inscenato un loro rapimento; ecco le 5 storie più incredibili.

5Jason Laperriere

La sera del 12 Marzo 2012, Jason Laperrière, 25anni, di North Bay, Ontario, mentre era in giro nella sua città, incontrò una donna la quale chiese prestazioni sessuali in cambio di droga. La donna accettò e fecero sesso fino alle 3 di notte. Laperrière pensando di avere problemi con la sua ragazza, perché non era rientrato quella notte, non ce la fece ad inventarsi altre scuse e venne colpito da una brillante idea: finse di essere stato rapito.

Insieme alla sua nuova amica inviò un messaggio alla sua ragazza asserendo di essere stato rapito da due spacciatori e di avere una pistola puntata in testa per un debito di droga da 12.000 dollari e che era con loro nel tentativo di recuperare i soldi. La sua ragazza spaventata telefonò alla polizia. Successivamente Jason tornò a casa e trovò la polizia ad aspettarlo. La sua storia fece acqua da tutte le parti e dopo un po’, inevitabilmente, crollò confessando la verità. Venne arrestato per falsa dichiarazione e condannato a scontare 4 mesi di reclusione in Canada. Non ha avuto più contatti con la sua ex ragazza.

4Caitlyn Rose Pare

Caitlin Rose Pare, 25 anni, era una gran lavoratrice, madre devota di un bimbo di 3 anni. Al lavoro si fece male alla schiena, iniziò a prendere antidolorifici e ne diventò dipendente. Fece un debito di 350 dollari con il suo pusher e non riuscì a ripagarlo.

Così, non avendo idee migliori, il 14 novembre 2013 simulò un rapimento; inviò un messaggio a suo padre, madre e al suo ragazzo di lei nuda sul pavimento con la scritta “Questa cagna non ce la farà” chiedendo 350 dollari come riscatto.

La famiglia contattò la polizia che fu subito dubbiosa per l’ammontare – ridicolo – del riscatto e dal fatto che le trattative venivano svolte personalmente da Pare. Comunicarono che un assegno da 350 dollari era stato emesso da una banca e che il rapinatore poteva ritirarlo. Gli agenti videro che Pare venne accompagnata lì da un amico, e così scattò il blitz per liberarla e l’uomo fu arrestato. Pare a quel punto dichiarò di aver architettato tutto per pagare il suo pusher e il suo amico venne liberato. La polizia ha indagato ben 238 ore sul suo finto rapimento. Pare è stata così condannata a quattro mesi di arresti domiciliari, otto mesi di coprifuoco, 18 mesi di libertà vigilata e consulenza psicologica obbligatoria.

3Bonnie Sweeten

A Feasterville, Pennsylvania, 38 anni, Bonnie Sweeten ha sempre vissuto nel lusso. Molta gente si chiedeva come potesse permetterselo con il suo lavoro come assistente legale. Il suo nuovo marito era un architetto di giardini, lavoratore autonomo, attività che non gli portava molti soldi.

In realtà Sweeten truffava il suo studio legale: aveva rubato 640.000 dollari dallo studio e preso un prestito a nome del suo capo per 150.000 dollari. Aveva anche raggirato un anziano parente facendosi prestare 280.000 dollari, mentendo al marito dicendogli che li aveva guadagnati con il lavoro onesto. Quando scoprì di essere indagata, si diede alla fuga.

Nel maggio 2009 telefonò alla polizia dicendo che lei e sua figlia erano state rapite da due uomini neri. In realtà erano su un volo per Disney World. Quando la polizia scoprì che aveva ritirato poco prima dal suo conto 12.000 dollari, si insospettì. La donna aveva anche rubato una carta di identità a un suo collega dicendogli che doveva farne una fotocopia. Tramite le telecamere dell’aeroporto la polizia individuò Sweeten sul volo per Orlando con il biglietto comprato a nome del collega, e l’arrestò 30 ore dopo la sua telefonata alla polizia. È stata condannata a otto anni e quattro mesi di carcere e condannata a pagare un risarcimento di 1 milione di dollari.

2Niv Asraf

Ci sono stati numerosi episodi di cittadini israeliani rapiti e addirittura uccisi dai palestinesi. Di conseguenza, quando la polizia israeliana riceve una chiamata che uno dei loro cittadini è scomparso nei pressi di un villaggio palestinese, la prende sul serio, fino al punto da coinvolgere l’esercito.

Questo è esattamente quello che è successo quando il 22enne Niv Asraf è stato segnalato come rapito. Nell’aprile 2015, la polizia ha ricevuto una chiamata da un soldato israeliano, Eran Nagauker. Il militare spiegava che lui e Asraf stavano guidando nella zona di West Bank quando hanno forato una gomma. Secondo Nagauker, Asraf era andato nel vicino villaggio palestinese di Beit Anun per ottenere strumenti per riparare il pneumatico mentre Nagauker rimase con il veicolo ma Asraf non aveva fatto ritorno.

Considerando che tre ragazzi israeliani erano stati rapiti e uccisi un anno prima in quella zona, è scattata subito una caccia all’uomo su larga scala. Centinaia di agenti sono stati dispiegati per trovare Asraf. Hanno usato elicotteri, ricerche casa per casa, posti di blocco. Asraf alla fine è stato ritrovato in un villaggio vicino, con un sacco a pelo e prodotti in scatola. Il suo sequestro era palesemente falso.

In un primo momento, si era pensato che Asraf avesse simulato il suo rapimento per riconquistare la sua ex fidanzata. Ma il giovane alla fine ha confessato alla polizia che voleva scomparire perché non poteva pagare i debiti di gioco nei confronti di criminali.

I genitori di Asraf hanno chiesto scusa in pubblico. Sia Asraf e Nagauker sono stati accusati di aver dato falsa denuncia, violazione dell’ordine pubblico e ostacolo alla polizia nello svolgimento del proprio dovere.

1Quinn Gray

La scomparsa della 37enne Quinn sembra la trama di un best seller. Il presunto rapimento ha raccolto l’attenzione dei media nazionali di tutti gli Usa ed è stato al centro di un episodio di Dateline.

Il 4 settembre del 2009, il 38enne, Reid Gray, un ricco direttore nel settore della sanità, arrivò a casa a Ponte Vedra, in Florida e trovò una lettera scritta da sua moglie, Quinn. Su questa era scritto che tre uomini la stavano tenendo in ostaggio e chiedevano 50.000 dollari. Anche se la nota chiedeva di non contattare le autorità, Reid chiamò l’ufficio dello sceriffo locale e subito dopo fu coinvolta anche l’FBI.

Il giorno seguente, Quinn contattò il marito, dicendo che i suoi rapitori volevano che i soldi venissero lasciati in un locale, il ristorante”Chik-Fil”. Tuttavia, quando Reid arrivò, sua moglie lo chiamò di nuovo per dire che la polizia era sul posto e che i rapinatori non si sarebbero presentati. Il giorno dopo, la madre di Quinn fu incaricata di portare i soldi in un altro ristorante sulla spiaggia. Il denaro però, fu raccolto inavvertitamente da studenti universitari, che contattarono la polizia.

Il 7 settembre, Quinn si presentò alla centrale di polizia. Dopo essere stata portata in un ufficio dell’FBI, la 37enne dichiarò che il suo rapitore era Jasmin, guidava un Volkswagen Jetta e lavorava per un usuraio. La polizia rintracciò il presunto sequestratore, Jasmin Osmanovic, 25 anni, che raccontò una storia completamente diversa dalla versione di Quinn. Osmanovic disse alle autorità che lui aveva incontrato la 37enne in una stazione di servizio dove era meccanico e i due avevano iniziato una relazione. Presi dalla passione, avevano progettato un piano per estorcere soldi al marito e a prova di tutto ciò, mostrò un nastro dei due che facevano sesso e un filmato per il riscatto.

Così Osmanovic si dichiarò colpevole di estorsione: fu condannato a sei anni di libertà vigilata e al pagamento di un risarcimento di 43.000 dollari, mentre a Quinn fu condannata a sette anni di libertà vigilata e a 43.000 dollari di risarcimento.

Nel 2011, è stata accusata di aver violato la libertà vigilata, parlando ai media e pagando in in ritardo il risarcimento. Ha divorziato da Reid che dovrà pagare alla sua ex moglie 10.000 dollari al mese di alimenti.

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